RIGPA

Rigpa dal sanscrito, consapevolezza.

 

Lo stile secondo Giuseppe Buccinnà? 


Una moda che esalti il fascino femminile slegandosi dal concetto di corpo; una reinterpretazione di elementi esistenti basata su nuovi strumenti di connessione e destrutturazione.

Un approccio modellistico con particolare attenzione verso vestibilità, materiali, forme ed armonia delle linee.

Immagini, sensazioni, suoni e vibrazioni per dar vita a nuove forme e geometrie minimaliste frutto di un frenetico lavoro inconscio. Come è cambiato negli ultimi anni lo stile dal tuo punto di vista?

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una scomparsa totale di ogni genere di sottocultura che ha generato una mescolanza di stili che attingono molto dal passato guardando al domani in termini di proposta di tessuti e finissaggi sugli stessi.

Per quel che mi riguarda sto cercando passo passo di decodificare un linguaggio strettamente personale che tenga conto dei miei pensieri e meno del contesto in cui mi muovo.

Non seguo tendenze né saprei occuparmene.

Asimmetrie e volumi che creano una perfetta armonia ma devono essere indossabili e non solo espressione artistica. 
Come si crea una collezione tenendo conto di questi varie elementi? 


Rimanendo fedeli a se stessi.

Ogni qual volta mi trovo a dover disegnare una collezione, parto dalla consapevolezza di non poter basarmi sui corpi che, in continua trasformazione, risultano poco affidabili.

La progettazione del modellista porta a conoscere l’architettura che sta alla base della creazione di un capo.

Per far sì che stia in piedi ci sono accorgimenti che spesso partono dall’anatomia e che sfruttano per necessità alcune regole della matematica.

Sono attratto da tutto ciò che non vedo in funzione di quel che vedo e mi sento semplicemente ossessionato dalla percezione che questo mi trasmette.

Stile, moda, design, grafica ormai non ci sono più paletti di delimitazione. 
Un arricchimento o meno?

Credo che la contaminazione tra varie discipline può essere un’ottima opportunità.

Forme e linee descrivono lo spazio che mi circonda fornendomi impulsi che cerco di far miei nel momento in cui faccio ritorno alla mia disciplina.

Dietro ad ognuno dei tagli dei miei capi, esiste una scelta ben precisa che spesso, nasce in un contesto del tutto differente.

Quali sono stati gli step del tuo brand?

Ho cominciato da qualche schizzo ma soprattutto senza la pretesa che gli stessi potessero diventare capi di un’intera collezione.

Pian piano, ho cercato di costruire una rete di contatti in grado di poter supportare quotidianamente le mie necessità in termini di forniture d’ogni genere fin tanto che, di tutto questo, ne ho fatto un metodo che oggi mi sta portando verso la realizzazione della mia terza collezione.

Il capo più difficile da creare in questi anni ma che ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Quello che farò “domani” ma soprattutto le sensazioni che non ho ancora provato.

Ognuna ha per me un rilievo unico, specifico e quindi non definibile in linea generale come migliore o peggiore di un’altra.

Se parliamo d’emozione in via teorica posso dirti che per me ha il valore di un attimo, che è dunque l’unica cosa che vado assiduamente cercando.

Un’opera d’arte che pensi possa rappresentare il tuo stile?

Penso alla mia prossima collezione e mi viene in mente “Pretesto per splendore” (2011) di Nicola Samorì.

Mi rapisce la spiritualità e la gloria di quest’opera nei tratti e nelle scelte cromatiche così da esser finito col metterla al centro di tutto il lavoro fatto nei mesi passati

Il resto lo vedrete a breve.

 

 

La scelta di una palette di colori basic da cosa è determinata? 


Probabilmente dall’armonia che la stessa mi trasmette nella vista d’insieme di tutta la collezione.

Vedo una tela con una base di nero molto forte da cui sviluppare colori che rispecchino le sensazioni provate nel contesto in cui vado a concepire il tutto.

Come dicevo precedentemente, ogni scelta è un qualcosa di ben preciso che nasce e muore nella spazio di ciò che sto realizzando.

Quali siti non solo di moda ma in generale segui? 


Non ho preferenze specifiche ma seguo i lavori di alcuni artisti attraverso i loro siti e speso mi perdo in itinerari virtuali senza una ben precisa motivazione.

 

Dove è possibile acquistare la tua collezione?

Al momento la si può trovare presso Paris (Roma – via di Priscilla 97) ma a breve ci saranno altre boutique e partirò con la vendita sul mio sito www.giuseppebuccinna.eu 


 

 

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